Viresco®: il biotessuto per l'inerbimento di superfici critiche
(da ACER n.1/97, p.57, di M.Borin Dip. Agronomia Univ. di Padova, C.Marchetti
Studio Agronomico e di progettazione, A.Galgaro, Dip. Geologia e Geofisica, Univ. di Padova)
Viresco® è un
biotessuto composto da uno strato di fibre cellulosiche all'interno
del quale sono deposti e fissati i semi delle specie vegetali in modo tale per cui
essi non modificano la loro posizione nelle operazioni di posa e nelle fasi
successive. La particolare conformazione del biotessuto consente di inserire
all'interno semi di varie dimensioni e altri materiali tra cui fertilizzanti.
L'utilizzo di Viresco®
prevede posa e aspersione con acqua per ottimizzare
l'adesione alla superficie del terreno e favorire la germinazione.
Per testare le possibilità offerte dal nuovo prodotto è stata condotta tra ottobre
1995 e settembre 1996 una esperienza di inerbimento di una superficie
particolarmente critica, sita nei Colli Euganei in provincia di Padova e
caratterizzata da notevole pendenza (100%), esposizione a N e substrato costituito da
roccia alterata.
LA SPERIMENTAZIONE
In tale ambiente Viresco® è stato confrontato con tesi caratterizzate da semina
manuale sia su terreno nudo che su terreno nudo con successiva copertura di una
stuoia di juta. Per ogni tesi si sono utilizzati due miscugli di essenze erbacee,
individuati appositamente per condizioni pedo-climatiche. Nelle tesi con
Viresco® si sono confrontati trattamenti in assenza e presenza di 25 gr/mq. di
fertilizzante ternario con azoto a lenta cessione. La quantità di seme per ogni tesi
è stata di 50 gr/mq.
Il biotessuto aveva uno spessore di 0,7 cm. con un peso di gr/mq. 100.
L'esperienza è iniziata il 6 ottobre 1995. La posa del biotessuto e la semina su
terreno nudo sono state effettuate su pendio privo di vegetazione, con il terreno
leggermente smosso da una rastrellata superficiale. Il biotessuto appena posato è
stato bagnato per aspersione con 1,5 litri d'acqua per metro quadro. Il periodo
successivo alla posa è stato particolarmente siccitoso e con un brusco
abbassamento della temperatura a fine novembre, con minime sotto zero.
I principali risultati dell'esperienza hanno messo in luce che :
- la fase germinazione-attecchimento è stata rallentata dal tessuto. Questo fenomeno è da imputarsi alla parziale separazione spaziale che avviene tra seme e terreno prima che la radice penetri nel terreno. L'inconveniente può essere contenuto con una adeguata bagnatura del tessuto per una migliore adesione alla superficie del terreno;
- l'emergenza delle tesi con
Viresco® è stata piú uniforme e con investimento superiore rispetto agli altri trattamenti. Nelle tesi con semina su terreno nudo si sono avuti fenomeni di deriva del seme, dovuti all'elevata pendenza della scarpata;
- la possibilità di inserire il fertilizzante ha consentito alla vegetazione di insediarsi con maggiore vigoria. Ciò ha favorito una crescita piú rapida in presenza di condizioni pedo-climatiche non ottimali. In corrispondenza dell'ultimo rilievo pre-invernale del 1995 le tesi su tessuto con fertilizzante hanno espresso condizioni generali migliori rispetto a tutte le altre tesi;
- a maggio del 1996, le sole tesi con tessuto + fertilizzante hanno evidenziato un normale sviluppo della vegetazione con colorazione intensa e grado di copertura prossimo al 100%. I tutte le altre tesi la vegetazione ha presentato sviluppo stentato, colorazione giallo-verde e presenza di punte secche;
- nel corso della primavera - estate la vegetazione del tessuto + fertilizzante si è accresciuta rendendo necessario uno sfalcio all'inizio di Agosto;
- nelle tesi ove la vegetazione ha avuto regolare accrescimento, la consistenza del tessuto si è ridotta del 50% nel corso dell'anno. Nelle altre tesi la degradazione di Viresco® è stata modesta;
- il contributo del biotessuto al contenimento dei fenomeni erosivi è stato molto elevato. L'immediata adesione del tessuto al terreno alla posa e la permanenza ben al di là dei tempi di affrancamento delle essenze hanno permesso all'impianto un efficace controllo delle perdite di suolo, con un'azione protettrice sia nei confronti del dilavamento diffuso, sia rispetto ai fenomeni di colamento superficiale.
Alla luce di questa prima esperienza, svolta in condizioni particolarmente critiche
per substrato e andamento climatico, su ritiene che Viresco® possa essere inserito
nei settore dei prodotti innovativi dell'ingegneria naturalistica, per essere
impiegato con effetti positivi in interventi di inerbimento e consolidamento anche
associato ad interventi di stabilizzazione profondo (palificate, muretti di sostegno
ecc.), non trascurando comunque altre possibilità offerte dalla flessibilità del
prodotto. Se il test in oggetto, ubicato in un ambiente naturale e soggetto a tutti i
fattori climatico-meccanici di un ecosistema tipo, rappresenta la situazione
'media' in cui Viresco® dovrà operare la sua versatilità può consentire la
'personalizzazione' delle caratteristiche sulla base delle esigenze specifiche
dell'ambiente in cui dovrà essere installato.
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Un esempio dei risultati ottenuti
con Viresco®:
fatto salvo il ritardo di attecchimento
di una settimana, la vegetazione cresce poi velocemente, rigogliosa e robusta.
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Un esperimento ha messo a confronto l'efficacia e la maggior tenuta di un impianto
con Viresco®
rispetto ad un inerbimento con la tecnica dell'idrosemina.
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